Comunicato per i Soci circa la Manifestazione sulla Sicurezza
Cari soci, amici, fratelli, compagni,
quello della sicurezza a Riesi è un tema caldo, bollente, che va affrontato di petto e uniti. Perché è uniti che si vince.
L'Arci LCDM è sempre stata unita lungo i suoi 10 anni di vita, soprattutto nei momenti difficili. L'Arci LCDM non è di qualcuno, non è di Alessio, non è di Francesco né tantomeno di Angelo, è di tutti coloro che hanno creduto nei suoi princìpi, nei suoi valori, nella sua mission. È di coloro che vi investono tempo, parole, fatica, denaro, fosse solo i 10 euro di tessera che ci qualificano come soci.
Proprio perché l'Arci LCDM è Vostra, la nostra bandiera sarà in piazza Domenica a manifestare per chiedere maggiore sicurezza. Sarà in piazza per stare vicino a chi ha subito una violazione della propria Casa, con la C maiuscola, lo sarà perché tutti Noi abbiamo già subito una violazione della nostra Casa nel 2014, privandoci della funzionalità della nostra sede fino a due mesi fa. Andremo in piazza da privati cittadini, e avremo la nostra bandiera ad accompagnarci, perché è doveroso e sacrosanto. Perché è uniti che si vince.
Nelle ultime ore, però, molti di voi avranno avuto le idee confuse circa quei princìpi e quei valori in cui ci riconosciamo nell'Arci LCDM. Si va in piazza Domenica, o no? Perché no? Perché questa indecisione? Perché qualcuno non risponde al telefono? Paura? Lagnusìa? Rancori personali?
In questo comunicato, chi rappresenta la memoria storica dell'associazione vuole ripercorrere e condividere, pubblicamente e trasparentemente, alcuni accadimenti che ci hanno impedito di rispondere "Presenti!" in 30 secondi. Lo facciamo perché ciascuno di voi, di noi, conosca i fatti, possa farsi un'idea di quanto accaduto, possa condividere le proprie idee sul nostro gruppo, possa identificarsi ancora una volta nei princìpi e nei valori dell'Arci LCDM. Perché è uniti che si vince.
In una notte del Febbraio 2014, l'associazione Arci LCDM veniva derubata di qualsiasi oggetto di valore (monetario), frutto di anni e anni di sacrifici e donazioni dei soci. Da subito è scattata, come al solito, la gara a chi dichiara prima solidarietà sui giornali, ma siamo grandi e vaccinati per sapere che chi usa questi eventi per avere visibilità pubblica poi non conosce neanche dove si trova l'Arci LCDM. Questa è una delle ragioni che ci hanno spinti, negli anni, a dichiarare l'Arci LCDM apartitica, difendendola da vari padrini e presunti benefattori.
Tra questi, un nostro concittadino, Eugenio Di Francesco, esponente di un partito politico e persona impegnata nel sociale, ci contatta e ci comunica la sua volontà di aiutarci sul serio, concretamente, e senza alcuno scopo propagandistico o politico. Molti di noi conoscevano Eugenio, persona per bene e seria, e non hanno esitato ad accettare la mano tesa.
Dopo un primo contatto telefonico, abbiamo fissato un incontro nella nostra sede per una chiacchierata informale. Quell'incontro si è tenuto, ed Eugenio ci ha promesso una fornitura di materiale edile per la ristrutturazione della sede. A quell'incontro, però, con Eugenio si sono presentati dei giornalisti che, il giorno successivo, hanno pubblicato sui quotidiani un articolo dal titolo "Arci incontra Partito XXX". Non ci è piaciuto affatto, ma abbiamo deciso di fidarci ancora.
Da quell'incontro, però, Eugenio ha iniziato a latitare, non rispondere alle telefonate e temporeggiare quando lo si incontrava per strada. Da allora, negli sporadici contatti, la promessa di materiale edile si è trasformata in quella di contattare e pagare lo scarrabile per la raccolta dei rifiuti edili derivanti dalla ristrutturazione, per poi trasformarsi in 50 euro di donazione. Non è mai arrivato nulla. Mai.
Da allora Eugenio e L'Arci LCDM non hanno più avuto contatti prima di questa settimana, quando Eugenio ha contattato l'Arci LCDM attraverso chiamate, e-mail, sms, social, affinché noi partecipassimo attivamente alla manifestazione di domenica. Anzi, visto il furto subito nel 2014, secondo Eugenio l'Arci LCDM dovrebbe essere in prima linea, a guidare la manifestazione. Tutto giusto, non fa una piega.
A seguito di tale richiesta, seppur convinti della bontà dell'iniziativa, coloro che rappresentano l'Arci LCDM hanno intrapreso un confronto atto a capire quanto questa iniziativa, seppur lodevole, potesse essere l'ennesima trovata per guadagnare visibilità politica a discapito di una situazione spiacevole, potesse essere l'ennesima trovata per utilizzare il nome e la bandiera dell'Arci LCDM, la più longeva associazione giovanile operante nel territorio, a favore di un partito politico.
Cari soci, amici, fratelli, compagni, la nostra bandiera sarà in piazza Domenica a manifestare per chiedere maggiore sicurezza, ma vogliamo assicurarci che la nostra mobilitazione sia usata in maniera corretta, per il bene nostro, vostro, dell'associazione, dei suoi princìpi e dei suoi valori.
Tra questi princìpi e valori, L'Arci LCDM non annovera il rancore, il pregiudizio, l'isolamento, ed è per questa ragione che, prima di pubblicare questo comunicato e ufficializzare la nostra partecipazione, abbiamo avuto un confronto telefonico con Eugenio, persona attiva nel sociale, dove ci siamo proposti di ritrovarci di persona e confrontarci sul passato, sul presente, e soprattutto sul futuro.
Perché è uniti che si vince.
Il Portavoce dell'Arci LCDM
Angelo Paterna
